A distanza di più di 18 mesi dal grave infortunio al ginocchio, il colombiano è tornato a giocare proprio a San Siro, senza però incidere
Se c’è stato un evento che più ha caratterizzato la scorsa stagione del Torino è stato proprio l’infortunio di Duvan Zapata, il colombiano si era rotto il legamento crociato proprio a San Siro il 5 ottobre del 2024, durante una partita contro l’Inter, finita per altro anch’essa 3-2 per la formazione milanese. Un infortunio che oltre ad aver complicato non poco la stagione granata, ha complicato molto anche il ritorno in campo del colombiano, che da quest’anno è stato nuovamente disponibile prima agli ordini di Baroni e ora sotto la guida di D’Aversa.
Zapata incapace di incidere
Il Duvan Zapata che è tornato a calcare il campo in questa Serie A non è più lo stesso che lasciava dolorante in quell’ormai lontano 5 ottobre: gli manca il ritmo nella corsa, appare molto più lento e spesso stanco, ma soprattutto sembra aver perso anche un po’ di lucidità in alcune occasioni capitate in area di rigore nel corso di quest’anno. C’è da dire che, con l’arrivo di Simeone, è stato proprio il Cholito a prendere le redini dell’attacco granata, spesso affiancato ad Adams, ma tuttavia Zapata non ha mai brillato più di tanto quando chiamato in causa. Il tabellino marcatori vede affianco al nome del 91 del Toro un numero molto basso: 3. Tre reti trovate contro Milan (all’andata), Lazio e Parma, un numero troppo basso per il bomber.
Uno sguardo al futuro
Guardando a quello che sarà il Torino 2026/27 ci saranno sicuramente numerose riflessioni da fare, contando che Zapata non è sicuramente un carico leggero in termini economici, essendo uno dei giocatori più pagati della rosa. Allo stesso tempo va però considerata l’importanza di un giocatore come il colombiano all’interno dello spogliatoio granata e va anche considerato che, nelle ultime settimane, il livello delle sue prestazioni si è decisamente alzato: un chiaro segnale del fatto che la cura D’Aversa ha funzionato anche per lui.

Ci voleva tanto a capire che a 35 anni e dopo un infortunio del genere ritornare ad essere il giocatore di prima fosse un miracolo?
Abbiamo un parco attaccanti quasi pensionabile. Grazie Cairo.
Schierarlo dall’inizio, oltretutto dicendo che quando entra in partita in corso rende meno, è stata una cosa insensata. Zapaya è appesantino, manca di ritmo,pur avendo ancora la castagna e, in parte, il colpo di testa. E poi, se gioca lui, sta fuori Adams che ha mostrato di trovarsi bene con… Leggi il resto »